Il Lavoro con le Famiglie

PREPARARSI AL NIDO E IL DISTACCO

Con l’inserimento al nido il bambino fa il primo ingresso nella società. È un momento emotivamente intenso, non solo per il bambino, ma per l’intera famiglia. È importante sapere come affrontare al meglio questo evento perchè la serenità che tu genitore saprai trasmettergli avrà un ruolo importante in questo processo. Come prepararsi al meglio e cosa fare se tuo figlio piange?

Cosa troverai in questo articolo

Lo mando o no al nido?
Un buon ambientamento 
Prepararsi nella pratica: consigli e cosa evitare

Lo mando o no al nido?

Lo so, non è facile separarsi dal proprio bambino, ma è stato dimostrato come mandarlo all’asilo porti a una serie di effetti positivi che influiranno sul suo sviluppo emotivo e cognitivo:

  • maggior socializzazione
  • maggior adattamento alle regole 
  • più autonomo
  • sviluppo sensoriale rapido
  • maggiore fiducia

Si prenderanno abbastanza cura di lui? E se non capiscono i suoi bisogni? E se i più grandi gli fanno male? Alcune delle preoccupazioni più frequenti. Ricordati, caro genitore, che il nostro importante compito non è quello di evitargli situazioni o emozioni nuove e complesse, ma al contrario è nostra responsabilità dargli l’occasione di poterle vivere ed affrontare potendo contare sul nostro supporto. Solo così crescere un adulto emotivamente competente e con un buon livello di problem solving e di capacità relazionale. 

Se ci pensate bene, quando portiamo il nostro bambino dai nonni, presenza preziosa, non potranno mai sperimentare la condivisione o la frustrazione perché i nonni non saranno mai quelle persone che ruberanno il gioco dalle mani di vostro figlio, dinamica invece che si presenta al nido e che da la possibilità preziosa di poter gestire dinamiche relazionali.

Un buon ambientamento 

Attualmente esistono due principali tipi di ambientamento:

  • quello classico (più graduale)
  • quello Svedese (più breve)

Questa scelta è a discrezione della struttura. È importante però la presenza di tre elementi:

  • fiducia nella struttura, in te stesso e nelle risorse di tuo figlio
  • condivisione e continuità tra famiglia e nido
  • flessibilità per rispettare l’unicità del bambino e la sua natura

Assicurati che tu possa sempre chiedere un confronto con l’educatore se lo ritieni necessario, perché tuo figlio respira a pieni polmoni il tuo stato d’animo.

Nel momento della scelta del nido, ti invito a visitare più strutture e fare tutte le domande necessarie, anche quelli che ritieni più sciocche o scontate, perché non lo saranno. Ti invito a fidarti del tuo istinto, una mamma lo sente quasi subito se l’aria che sta respirando in quell’ambiente può essere accogliente per il suo bambino. Perché la realtà è quella che vivi nel presente più di tutte le cose che ci vengono presentate nella carta dei servizi della struttura.

Chiediti quali sono i tuoi valori (vorrei stesse all’aria aperta, vorrei facesse esperienze musicali o di lingua straniera, vorrei usassero un approccio centrato sulla persona etc) e questi valori ricercali nella struttura. 

Ricordati che più di inserimento si parla di ambientamento. In merito si è pronunciata la pedagogista Grazia H. Fresco: in questo modo si riconosce che il piccolo è in grado di esercitare le sue capacità di adattamento, valorizzare le sue competenze e affrontare il nuovo ambiente in modo positivo.

Prepararsi nella pratica: consigli e cose da evitare

  • Prima di iniziare il nido spiegagli cosa succederà e andate a visitare da fuori la struttura
  • Se la struttura lo permette, porta un pupazzo, un oggetto transizionale, che faccia da ponte tra casa e nido che possa rassicurare e dargli sicurezza mentre tu sarai al lavoro
  • Create dei riti, canzone o lettura del libro, prima di lasciarlo al nido. La routine in questo momento sarà per lui fondamentale
  • Salutalo sempre prima di lasciarlo al nido trasmettendogli fiducia e senza andare via di nascosto
  • Se piange prenditi il tempo di consolarlo e comprenderlo, se sei in fatica puoi dire a lui “lo so, anche per la mamma è difficile staccarsi da te, ma so che ce la fai”
  • Non prolungare eccessivamente il momento del distacco
  • Quando vai a prenderlo evita di arrivare tardi o cambiare programmi
  • Invece di dirgli “fai il bravo” prova a dirgli “Divertiti amore”

La fatica più grande? La nostra di genitore: fare i conti con i propri timori di adulto, e riconoscerli per non subirli e per non essere un blocco per il bambino.

Ricorda il tumulto emotivo del bambino può essere placato soltanto da due elementi: la tranquillità dell’adulto e il sentire che l’adulto non sminuisce i timori del bambino.

Invece di dire “dai, ma cosa piangi? Sei un bimbo grande” prova a dire “hai ragione, è difficile staccarsi dalla mamma, ti capisco! Ma io so che tu ce la fai!”

E tu, sei pronto per questa
meravigliosa avventura?

Se hai voglia di approfondire e colmare alcuni dubbi io sarò felice di accoglierti in consulenza privata per un sano confronto insieme.

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